Por razones pastorales, el 22 de agosto de 2009, hemos celebrado la festividad de S. BERNARDO TOLOMEI, y de manera especial, hemos recordado la canonización realizada en Roma el pasado mes de abril por S. S. Benedicto XVI.
Mons. Carlos Aguiar Retes, Arzobispo de Tlalnepantla, ha presidido la celebración litúrgica, acompañado por Mons. Ricardo Guizar Díaz, Arzobispo Emérito de Tlalnepantla; por el Revmo. Abad Jorge Acuña, de la Abadía del Tepeyac, Cuautitlán Izcalli, por una delegación de Monjes Benedictinos de la Abadía del Tepeyac; Monjas de la Abadía de N. Sra. De Guadalupe de Ahuatepec, Morelos; y de representaciones del Clero diocesano y religioso de la Arquidiócesis.
Alumnos del curso de preparatoria, Docentes y Directivos del INSTITUTO TOLOMEI han asistido a la celebración, ya que la institución escolar, desde su fundación en el año 1967, fue dedicada para recordar al Fundador de la Congregación Benedictina de Monte Oliveto, a la que han pertenecido los Monjes de la Fundación Monástica.
Numerosa ha sido la presencia de la Comunidad Parroquial de San Benito Abad, acompañada por su Párroco, dom Ireneo Caputo Francabandera, Monje de la misma Congregación Benedictina de Monte Oliveto.
Digno de especial mención, el entusiasmo del grupo de Catequistas que han organizado muchos aspectos de la celebración, tanto litúrgica, como de la convivencia realizada en las instalaciones del INSTITUTO TOLOMEI.
Estos acontecimientos han sido preparados por diferentes iniciativas, tanto en la escuela como en la Parroquia, para dar a conocer la figura del Santo. Su figura de estudioso, su anhelo de búsqueda de Dios conforme a la enseñanza de la Regla de S. Benito, su servicio a la Iglesia mediante la Congregación de Monjes de Monte Oliveto que participan su carisma en las diferentes presencias del mundo, y también en México con la Obra “Vita et Pax”.
venerdì 11 settembre 2009
giovedì 10 settembre 2009
La nuova scultura di San Bernardo Tolomei a Monte Oliveto Maggiore

In occasione della festa della Natività di Maria, Patrona della nostra Congregazione, è stata inaugurata a Monte Oliveto Maggiore una nuova statua in marmo di Carrara, opera dello scultore senese Massimo Lippi, benedetta dal P. Abate Generale, dopo la celebrazione dei Vespri e la processione col simulacro di Maria Bambina. Collocata nella zona absidale della Chiesa abbaziale, l'immagine del Santo ricorderà ai fedeli e ai visitatori il volto e la concentrazione in Dio di colui che in obbedienza allo Spirito Santo ha dato inizio alla storia della famiglia monastica di Monte Oliveto, fra santità, cultura e incessante desiderio di conversione a Cristo Signore.
lunedì 7 settembre 2009
I festeggiamenti a San Bernardo Tolomei all'Abbazia del Bec

I carissimi fratelli monaci e le sorelle "moniales oblates" dell'Abbazia del Bec, celeberrimo chiostro di millenaria tradizione monastica, teologica e liturgica, dai tempi di Sant'Anselmo sino alla vivace e ancora feconda testimonianza ecumenica lasciata dall'abate dom Paul Grammont, ci informano che il 12 settembre si terrà un importante simposio dedicato al grande Santo di Aosta, abate del Bec e poi arcivescovo di Canterbury. Inoltre l'8 ottobre p.v., nell'ambito di un importante convegno di tutti gli abati benedettini e cisterciensi di Francia, alla presenza del Padre Abate Primate verrà festeggiato, in forma solenne, il nostro Santo Fondatore Bernardo Tolomei.
lunedì 31 agosto 2009
I festeggiamenti per San Bernardo Tolomei all'Abbazia di Rodengo

Il Padre Priore dell'Abbazia Olivetana di Rodengo, antica fondazione cluniacense dedicata a San Nicola, ci comunica che il giorno 11 ottobre p.v. alle ore 18.30 si terrà nella Chiesa abbaziale una solenne concelebrazione eucaristica, presiduta dal Vescovo di Brescia mons. Luciano Monari, in onore di San Bernardo Tolomei e nel gioioso ricordo della sua recente canonizzazione. Il caro confratello Padre Alfonso Serafini ci informa altresì che parteciperanno a tale solenne liturgia il Prefetto di Brescia e il Presidente della Provincia bresciana oltre al Sindaco di Rodengo e ad altre personalità civili, culturali e religiose. Intento primario della giornata sarà manifestare al Signore la gratitudine dell'intera Comunità olivetana di Rodengo per la grazia dell'avvenuta canonizzazione.
Il cimitero della Misericordia di Siena e San Bernardo Tolomei

Il cimitero monumentale della Misericordia di Siena, sorge, come è noto, nell'area ove a suo tempo fu edificato il secondo monastero della nostra Congregazione, il cenobio di San Benedetto a Siena. Sappiamo che per assistere i fratelli di quella Comunità e certamente tutti coloro che avrebbe incontrato lungo la strada e le vie di Siena il nostro Santo Padre Bernardo lasciò l'Archicenobio di Monte Oliveto durante l'imperversare della grande epidemia di peste del 1348.
Là a Siena egli trovò la morte e forse in un'area non lontano dallo stesso monastero, certamente in una fossa comune per le evidenti ragioni igieniche, San Bernardo Tolomei fu sepolto. Tali vincoli storici e architettonici sono resi evidenti dalla sussistenza in alcuni ambienti semisotterranei della necropoli senese di notevoli residui architettonici, grandi corridoi caratterizzati da altissime volte, che pertengono senz'altro all'antica fabbrica del nostro monastero. Tali ragioni, ma più ancora i notevoli legami spirituali e devozionali hanno convinto la Magistratura della Misercordia di Siena a intitolare il piazzale antistante la Chiesa del Camposanto a San Bernardo Tolomei e ad inoltrare all'Arcivescovo Metropolita di Siena la richiesta di dedicare la stessa Chiesa del Cimitero al nostro amato Fondatore.
giovedì 27 agosto 2009
Una nuova statua di San Bernardo Tolomei in Corea

I nostri dilettissimi fratelli del Monastero della Corea, intitolato a San Bernardo Tolomei, ci riferiscono con grande gioia da noi tutti condivisa, che il primo festeggiamento in onore del nostro Santo Fondatore è culminato, lo scorso 19 agosto, con la benedizione da parte del Vescovo di Masan di una nuova statua di San Bernardo.
lunedì 10 agosto 2009
Giuliano Ghelli, l'artista del Palio per San Bernardo Tolomei

Nel drappellone dipinto da Giuliano Ghelli “l'ineffabile linguaggio colorato” - così lo definisce lo stesso Carlo Pedretti - dà vita ad una rappresentazione dove la parola, nonostante gli sforzi, non riuscirà mai, in maniera esauriente, a spiegare quello che l'artista ha creato. Ritorna l'eterna diatriba fra il messaggio iconografico e il messaggio scritto. Su quanto la parola cerchi, inesorabilmente e senza fortuna, di tradurre quello che l'occhio vede, carpisce, scova e interpreta attraverso i sensi stimolati dall'immagine.Nella seta, ricoperta dal colore pieno, dominano il celeste acqua e il giallo ocra. Sui lati i barberi con i colori delle dieci Contrade. La continuità della Carriera attraverso il gioco dei bimbi che, durante tutto l'anno, dilata le date prettamente paliesche. Per questo la riconoscibilità, nel dipinto, di una porta metaforica aperta alla e sulla vitalità contradaiola e la partecipazione senese. Al centro, su uno sfondo rosso, cinque cavalli e, in alto, una Madonna bambina che sorregge la Balzana (lo stemma di Siena) e, dall'altra parte, il simbolo che richiama la dedica al Santo senese Bernardo Tolomei.La libertà creativa di Ghelli quasi implode dalla trama di stoffa, riconoscibilissima per la magia che il colore, racchiuso dentro il tratto, riesce a scatenare con la trasposizione concettuale del pensiero, abilmente materializzato da una mano sapiente.“Ogni aspetto o situazione può essere contaminato - ha dichiarato l'artista - così come dipingere un'emozione quale è il Palio, al quale mi sono avvicinato pur sapendo che è una Festa solo dei senesi”.Nella sua opera la Festa ritorna, d'impatto, alla sua dimensione più pura: il gioco.I cavalli non sono montati dai fantini, ma infilati in aste bianco/nere (un richiamo alla senesità) come quelli delle giostre, così come il bestiario contradaiolo viene proposto nella sua dimensione ludica unica al mondo. Intorno, disseminati qua e là, i fregi che ritroviamo nella produzione di Giuliano Ghelli: pennellate di colore come pezzetti d'anima impreziosiscono, con cromatismi solari, il drappo dal quale, a forza, emerge il senso della corsa.Il drappellone, infatti, contiene tutti gli elementi che gli sono richiesti, l'originalità sta nel fatto che Ghelli ha fatto emergere, dalla sua tavolozza fisica e mentale, solo la peculiarità e il fine del Palio: la gioia nel divertimento, la felicità della vita. Il gioco, appunto. La parte drammatica, quella relativa a chi perde, è dentro la componente umana della quale, giustamente, non c'è traccia, anche perché ognuno la vive in maniera strettamente individuale ed unica.Una visione in bilico tra l'onirico e il tangibile, tra il fantastico e il reale, carica di significazione con marche di ricordi che accomunano tutti noi.Giuliano Ghelli, artista fiorentino conosciuto ed apprezzato a livello internazionale, è riuscito ancora una volta a connotare di originalità un percorso professionale che ha attinto, e lo si vede, dal New Dada e dalla Pop Art, ma aggiungendo, rimanipolando, personalizzando e universalizzando, attraverso la propria esperienza e cultura, le sensazioni che solo in pochi riescono a concretizzare per generare un prodotto artistico.
di Roberta Ferri
Giuliano Ghelli
Nato a Firenze nel 1944 vive a San Casciano Val di Pesa, nel Chianti Fiorentino. Ha esordito a Milano nel 1963. Nel '75 è “Segnalato Bolaffi” .Dopo la sua prima personale all'estero, Parigi 1974, ha esposto negli U.S.A., Australia, Germania, Belgio, Grecia, Spagna, Portogallo, Giappone, Russia. Nel 1992 è al Castello Sforzesco di Milano, “In Viaggio Con Leonardo”, personale curata da Carlo Perdetti.Nel 1995 realizza, su commissione della Mercedes Benz Italia, un ciclo di venti grandi dipinti per la nuova direzione di Roma. Nel 1995 e '96 dipinge il “Premio Maestri del Cinema” di Fiesole, assegnato a Robert Altman, Mario Monicelli e Alberto Sordi. Nel 2000 personale a Sydney in occasione dei Giochi Olimpici. Nel 2001 ha tenuto presso il Museo Pecci di Prato la personale dal titolo“La Parola Colorata”Dal 2002 i suoi busti dipinti diventano il “Premio Milano per la Moda”.È stato prescelto dalla Toyota per il calendario ufficiale 2003 in 1.500.000 copie in Giappone. Dal 2002 inizia il percorso con il suo “Esercito di Terracotta” dell'Impruneta, a Villa Demidoff e al Convitto della Calza a Firenze, Palazzo Pretorio di Certaldo, Museo Archeologico di Massa marittima, Teatro Romano di Fiesole, Castello dei Conti Guidi a Poppi, Vecchie Carceri di Radda in Chianti e, nel 2008, a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, nell'ambito del Genio Fiorentino, e al Palazzo dell'Abbondanza di Massa Marittima. Nel febbraio 2008 ha presentato una personale all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, in contemporanea con il lancio della nuova Fiat 500 per il Giappone realizzando un esemplare unico della vettura con un suo intervento pittorico. Realizza l'immagine per il festival internazionale 7 Sois 7 Luas nell'ambito del quale ha tenuto nel 2008 personali a Oeiras e Castro Verde in Portogallo, Cartaya e Castril in Spagna e Tetuan in Marocco. Nell'agosto personale al Palazzo dell'Abbondanza di Massa Marittima e alle Vecchie Prigioni del Palazzo del Podestà di Radda in Chianti. A Settembre al Centro Espositivo Comunale “ La Filanda” di Loro Ciuffenna. Nel Marzo 2009, Firenze-Sala d'Arme di Palazzo Vecchio. A Maggio, Modena-Galleria Modenarte e Gipsoteca dell'Istituto d'Arte Venturi. In Novembre, Padova-Scuderie di Palazzo Moroni . E' presente su “L'arte del '900” di Lara Vinca Masini Edizioni Giunti - L'Espresso. Nel dicembre 2007 è stata costituita la “FONDAZIONE GIULIANO GHELLI” a Poppi (Arezzo) dove è allestita una sua mostra permanente. www.giulianoghelli.it www.fondazionegiulianoghelli.org
Testi e immagine dal sito del Comune di Siena: http://www.comune.siena.it/news
Iscriviti a:
Commenti (Atom)