venerdì 19 giugno 2009

La Contrada del nostro San Bernardo Tolomei


Non esiste senese che, oltra a sentirsi membro di una secolare comunità cittadina, non senta una ulteriore appartenenza: la propria contrada, coi suoi colori, la sua storia, le sue strade, le sue tradizioni. I Tolomei, con il loro Palazzo sulla piazza omonima, appartengono a tutti gli effetti e da sempre alla Contrada Priora della Civetta, la cui gloriosa bandiera è qui raffigurata. Ebbene, il 21 Maggio 2009, il Consiglio Generale della Civetta, massimo organo deliberativo della contrada, ha determinato di proclamare suo compatrono San Bernardo Tolomei. Come ha scritto Carlo Rossi, Priore della stessa contrada, al nostro Padre Abate Generale, con tale scelta la Civetta riconosce e onora "un'altissima espressione umana e religiosa del territorio in cui il Popolo della Civetta affonda le sue radici. Da tale data pertanto la Civetta onora come propri compatroni Sant'Antonio da Padova e San Bernardo Tolomei".

giovedì 11 giugno 2009

Holy Angels Convent, Arkansas


Al nostro Padre Abate Generale sono giunte le assicurazioni della più intensa partecipazione alla gioia dell'intera Congregazione in occasione della Canonizzazione del nostro amato Fondatore da parte di tutte le sorelle appartenenti all'Holy Angels Convent, famiglia di suore benedettine di vita attiva affiliata al grande ceppo di Monte Oliveto. Per chi ne volesse sapere di più è possibile visitare il loro sito: www.olivben.org

venerdì 5 giugno 2009

La Canonizzazione del nostro Fondatore nel Monastero di Cham, in Svizzera


Le care sorelle del Monastero della Santa Croce a Cham, in Svizzera, ci informano che il 19 agosto p.v. festeggeranno solennemente con tutta la Comunità di 90 Suore il nostro amato San Bernardo Tolomei.
Ecco i recapiti del monastero, cui si riferisce la foto:

Olivetaner Benediktinerinnen
Kloster Heiligkreuz
CH-6330 Cham
+41 41 785 02 00
www.kloster-heiligkreuz.ch
info@kloster-heiligkreuz.ch

lunedì 25 maggio 2009

Il Santo Padre Benedetto XVI a Montecassino


Il Papa Benedetto XVI, grazie all'invito del Padre Abate di Montecassino Dom. Pietro Vittorelli, ha fatto un dono immenso a tutta la famiglia monastica benedettina presiedendo i Vespri solenni dell'Ascensione nella Basilica Cattedrale dell'insigne cenobio.
E' possibile vedere il video della celebrazione liturgica visistando il sito:
http://www.ktotv.com/cms/videos/fiche_video.html?idV=00045134&vl=video_nouveautes

Hanno partecipato al canto del Vespro gli abati e le badesse di una innumerevole quantità di abbazie e monasteri di tutto il mondo, oltre agli abati presidenti e generali di diverse Congregazioni appartenenti alla Confederazione dell'Ordine di San Benedetto.
Queste le parole pronunciate dal Santo Padre in questa straordinaria occasione che rinsalda i legami del monachesimo benedettino e di Montecassino in particolare alla Sede Apostolica:

CELEBRAZIONE DEI VESPRI
CON GLI ABATI BENEDETTINI
E COMUNITÀ DI MONACI E MONACHE BENEDETTINE

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Solennità dell’Ascensione del Signore
Basilica dell'Abbazia di Montecassino
Domenica, 24 maggio 2009

Cari fratelli e sorelle della grande Famiglia benedettina!

A conclusione dell’odierna mia visita, mi è particolarmente gradito sostare in questo luogo sacro, in questa Abbazia, quattro volte distrutta e ricostruita, l’ultima volta dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale di 65 anni fa. “Succisa virescit”: le parole del suo nuovo stemma ne indicano bene la storia. Montecassino, come secolare quercia piantata da san Benedetto, è stata “sfrondata” dalla violenza della guerra, ma è risorta più vigorosa. Più di una volta ho avuto modo anch’io di godere dell’ospitalità dei monaci, e in questa Abbazia ho trascorso momenti indimenticabili di quiete e di preghiera. Questa sera vi siamo entrati cantando le Laudes regiae per celebrare insieme i Vespri della solennità dell’Ascensione di Gesù. A ciascuno di voi esprimo la gioia di condividere questo momento di preghiera, salutandovi tutti con affetto, grato per l’accoglienza che avete riservato a me e a quanti mi accompagnano in questo pellegrinaggio apostolico. In particolare, saluto l’Abate Dom Pietro Vittorelli, che si è fatto interprete dei vostri comuni sentimenti. Estendo il mio saluto agli Abati, alle Abbadesse e alle comunità benedettine qui presenti.

Oggi la liturgia ci invita a contemplare il mistero dell’Ascensione del Signore. Nella breve lettura, tratta dalla Prima Lettera di Pietro, siamo stati esortati a fissare lo sguardo sul nostro Redentore, che è morto “una volta per sempre per i peccati” per ricondurci a Dio, alla cui destra si trova “dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze” (cfr 1 Pt 3, 18.22). “Elevato in alto” e reso invisibile agli occhi dei suoi discepoli, Gesù non li ha tuttavia abbandonati: infatti, “messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito” (1 Pt 3,18), Egli è ora presente in modo nuovo, interiore nei credenti, ed in Lui la salvezza è offerta ad ogni essere umano senza differenza di popolo, lingua e cultura. La Prima Lettera di Pietro contiene precisi riferimenti agli eventi cristologici fondamentali della fede cristiana. La preoccupazione dell’Apostolo è quella di porre in luce la portata universale della salvezza in Cristo. Analogo assillo troviamo in san Paolo, del quale stiamo celebrando il bimillenario della nascita, che alla comunità di Corinto scrive: “Egli (il Cristo) è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro” (2 Cor 5, 15).

Non vivere più per se stessi, ma per Cristo: ecco ciò che dà senso pieno alla vita di chi si lascia conquistare da Lui. Lo manifesta chiaramente la vicenda umana e spirituale di san Benedetto, che, abbandonato tutto, si pose alla fedele sequela di Gesù Cristo. Incarnando nella propria esistenza il Vangelo, è diventato iniziatore d’un vasto movimento di rinascita spirituale e culturale in Occidente. Vorrei qui fare cenno a un evento straordinario della sua vita, di cui riferisce il biografo san Gregorio Magno e a voi certamente ben noto. Si potrebbe quasi dire che anche il santo Patriarca fu “elevato in alto” in una indescrivibile esperienza mistica. La notte del 29 ottobre del 540, – si legge nella biografia – mentre, affacciato alla finestra, “con gli occhi fissi su delle stelle s’internava nella divina contemplazione, il santo sentiva che il cuore gli si infiammava… Per lui il firmamento stellato era come la cortina ricamata che svelava il Santo dei Santi. Ad un certo punto l’anima sua si sentì trasportata dall’altra parte del velo, per contemplare svelatamente il volto di Colui che abita entro una luce inaccessibile” (cfr A.I. Schuster, Storia di san Benedetto e dei suoi tempi, Ed. Abbazia di Viboldone, Milano, 1965, p. 11 e ss.). Di certo, analogamente a quanto avvenne per Paolo dopo il suo rapimento in cielo, anche per san Benedetto, a seguito proprio di tale straordinaria esperienza spirituale, dovette iniziare una vita nuova. Se infatti la visione fu passeggera, gli effetti rimasero, la stessa sua fisionomia – riferiscono i biografi – ne risultò modificata, il suo aspetto restò sempre sereno e il portamento angelico e, pur vivendo sulla terra, si capiva che con il cuore era già in Paradiso.

San Benedetto ricevette questo dono divino non certo per soddisfare la sua curiosità intellettuale, ma piuttosto perché il carisma di cui Iddio lo aveva dotato avesse la capacità di riprodurre nel monastero la vita stessa del cielo e ristabilirvi l’armonia del creato mediante la contemplazione e il lavoro. Giustamente, pertanto, la Chiesa lo venera come “eminente maestro di vita monastica” e “dottore di sapienza spirituale nell’amore alla preghiera e al lavoro”; “fulgida guida di popoli alla luce del Vangelo” che “innalzato al cielo per una strada luminosa” insegna agli uomini di tutti i tempi a cercare Dio e le ricchezze eterne da Lui preparate (cfr Prefazio del Santo nel supplemento monastico al MR, 1980, 153).

Sì, Benedetto fu esempio luminoso di santità e indicò ai monaci come unico grande ideale Cristo; fu maestro di civiltà che, proponendo un’equilibrata ed adeguata visione delle esigenze divine e delle finalità ultime dell’uomo, tenne sempre ben presenti anche le necessità e le ragioni del cuore, per insegnare e suscitare una fraternità autentica e costante, perché nel complesso dei rapporti sociali non si perdesse di mira un’unità di spirito capace di costruire ed alimentare sempre la pace. Non a caso è la parola Pax ad accogliere i pellegrini e i visitatori alle porte di questa Abbazia, ricostruita dopo l’immane disastro del secondo conflitto mondiale; essa si eleva come silenzioso monito a rigettare ogni forma di violenza per costruire la pace: nelle famiglie, nelle comunità, tra i popoli e nell’intera umanità. San Benedetto invita ogni persona che sale su questo Monte a cercare la pace e a seguirla: “inquire pacem et sequere eam (Ps. 33,14-15)” (Regola, Prologo, 17).

Alla sua scuola i monasteri sono diventati, nel corso dei secoli, fervidi centri di dialogo, di incontro e di benefica fusione tra genti diverse, unificate dalla cultura evangelica della pace. I monaci hanno saputo insegnare con la parola e con l’esempio l’arte della pace attuando in modo concreto i tre “vincoli” che Benedetto indica come necessari per conservare l’unità dello Spirito tra gli uomini: la Croce, che è la legge stessa di Cristo; il libro e cioè la cultura; e l’aratro, che indica il lavoro, la signoria sulla materia e sul tempo. Grazie all’attività dei monasteri, articolata nel triplice impegno quotidiano della preghiera, dello studio e del lavoro, interi popoli del continente europeo hanno conosciuto un autentico riscatto e un benefico sviluppo morale, spirituale e culturale, educandosi al senso della continuità con il passato, all’azione concreta per il bene comune, all’apertura verso Dio e la dimensione trascendente. Preghiamo perché l’Europa sappia sempre valorizzare questo patrimonio di principi e di ideali cristiani che costituisce un’immensa ricchezza culturale e spirituale.

Ciò è possibile però soltanto se si accoglie il costante insegnamento di san Benedetto, ossia il “quaerere Deum”, cercare Dio, come fondamentale impegno dell’uomo. L’essere umano non realizza appieno sé stesso, non può essere veramente felice senza Dio. Tocca in particolare a voi, cari monaci, essere esempi viventi di questa interiore e profonda relazione con Lui, attuando senza compromessi il programma che il vostro Fondatore ha sintetizzato nel “nihil amori Christi praeponere”, “nulla anteporre all’amore di Cristo” (Regola 4,21). In questo consiste la santità, proposta valida per ogni cristiano, più che mai nella nostra epoca, in cui si avverte la necessità di ancorare la vita e la storia a saldi riferimenti spirituali. Per questo, cari fratelli e sorelle, è quanto mai attuale la vostra vocazione ed è indispensabile la vostra missione di monaci.

Da questo luogo, dove riposano le sue spoglie mortali, il santo Patrono d’Europa continua ad invitare tutti a proseguire la sua opera di evangelizzazione e di promozione umana. Incoraggia in primo luogo voi, cari monaci, a restare fedeli allo spirito delle origini e ad essere interpreti autentici del suo programma di rinascita spirituale e sociale. Vi conceda questo dono il Signore, per intercessione del vostro Santo Fondatore, della sorella santa Scolastica e dei Santi e Sante dell’Ordine. E la celeste Madre del Signore, che oggi invochiamo quale “Aiuto dei cristiani”, vegli su di voi e protegga questa Abbazia e tutti i vostri monasteri, come pure la comunità diocesana che vive attorno a Montecassino. Amen!
Fonte: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2009/documents/hf_ben-xvi_hom_20090524_vespri-montecassino_it.html

I festeggiamenti per San Bernardo Tolomei nell'Abbazia di Maylis in Francia


Carissimi amici e amiche del Blog, il Padre Abate di Maylis, bellissimo monastero olivetano nelle Landes francesi, ci inoltra il programma dei loro festeggiamenti in onore di San Bernardo Tolomei:
13 luglio p.v: giornata di festa per le famiglie dei monaci e degli oblati
19 agosto: giornata per i monaci e le monache dei dintorni del monastero (Sud-est della Francia)
25 ottobre: giornata di festa per la Diocesi e gli amici del monastero.
Tutti sono invitati a partecipare!

Notizie dal monastero olivetano del Ghana


Dear Olivetan Brothers & Sisters,

Peace greetings from Akwaboa - Ghana!!

I would like to share with you Our way of life in Ghana Monastery, Last but not the lest community of Olivetan Congregation.


Our Monastery dedicated to St. Mary of Monte Oliveto was Inaugurated on the 21st March 2006 in the hands of Apostolic Nuncio in Ghana and the Abbot General Michelangelo M. Tiribilli.



After the inauguration of our Monastery, the community entered into a hardship and a difficult situation: "The death of our Brother D. John, Change of many leadership, misunderstanding between the brothers and the superiors, lack of formation, financial problems etc."



But in all these, the community is back on it feet!! still alive, strong, full of God´s Grace and the powerful assistance of the Blessed Virgin Mary, St. Bernardo Tolomei and Santa Francesca Romana.



We are 4 Monks with one Regular oblate and 4 Aspirants in Ghana Community now, we have other 6 Ghanaian brothers and one Regular Oblate in Italy.

We in Ghana community rise up at 4:30am and begins our prayers from 4;45am, seeking to grow in love of God and neighbour through the Monastic life of prayer, work and community life.



We live and work according to the Rule of St. Benedict centring our life around our prayer. We come together for prayer 8 times a day: Vigils, Lauds, Terce, Sext, None, Rosary, Vespers, and Complian and for H. Eucharist and have other time for Lectio Divina and

meditation, 1st Saturday of every month Retreat in honour of the Blessed Virgin Mary.



We would like to thank all our dear brothers and sisters who have been praying for Ghana community of Monte Oliveto. We continue to appeal to all brothers and sisters of Olivetan Congregation to continue pray for us your junior brothers. The most precious thing you can offer us is your daily prayers and support and if you have English books kindly sends us some because we have empty shares in our library.



Be rest assured of our daily prayers for all of you. Thank you and May God bless you all.

With love & prayers

D. Francis M. Kumi osb.

sabato 23 maggio 2009

San Miniato al Monte per san Bernardo Tolomei


La comunità monastica di San Miniato al Monte a Firenze annuncia con gioia che martedì 2 giugno alle ore 17.30 il Padre Abate Generale di Monte Oliveto presiederà una solenne liturgia eucaristica in onore di San Bernardo Tolomei. Tale celebrazione si inserisce nei programmi di festeggiamento del nuovo Santo previsti in tutti i monasteri della nostra Congregazione. E' attesa la partecipazione di rappresentanti delle diverse comunità monastiche operanti nell'arcidiocesi fiorentina, oltre alle suore a noi affiliate, quelle cioè di Vita et Pax e le Stabilite nella Carità, presenti a Settignano e a Soffiano. Ancora a Settignano, nel nostro ex monastero dedicato ai Santi Giuseppe e Benedetto, opera un collegio internazionale di ispirazione cristiana che organizza corsi e soggiorni per studenti da ogni parte del mondo. L'ente si chiama Fondazione Bernardo Tolomei ed è vicino al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Anch'essi si uniranno alla gioia dei monaci olivetani di San Miniato al Monte, presenti in quella Basilica dal 1373 e in arcidiocesi da quando san Bernardo Tolomei volle aprire un monastero fuori porta San Frediano, e cioè nel 1334. La fotografia ritrae il mirabile, geometrico interno della Basilica di San Miniato al Monte.