lunedì 7 settembre 2009

I festeggiamenti a San Bernardo Tolomei all'Abbazia del Bec


I carissimi fratelli monaci e le sorelle "moniales oblates" dell'Abbazia del Bec, celeberrimo chiostro di millenaria tradizione monastica, teologica e liturgica, dai tempi di Sant'Anselmo sino alla vivace e ancora feconda testimonianza ecumenica lasciata dall'abate dom Paul Grammont, ci informano che il 12 settembre si terrà un importante simposio dedicato al grande Santo di Aosta, abate del Bec e poi arcivescovo di Canterbury. Inoltre l'8 ottobre p.v., nell'ambito di un importante convegno di tutti gli abati benedettini e cisterciensi di Francia, alla presenza del Padre Abate Primate verrà festeggiato, in forma solenne, il nostro Santo Fondatore Bernardo Tolomei.

lunedì 31 agosto 2009

I festeggiamenti per San Bernardo Tolomei all'Abbazia di Rodengo


Il Padre Priore dell'Abbazia Olivetana di Rodengo, antica fondazione cluniacense dedicata a San Nicola, ci comunica che il giorno 11 ottobre p.v. alle ore 18.30 si terrà nella Chiesa abbaziale una solenne concelebrazione eucaristica, presiduta dal Vescovo di Brescia mons. Luciano Monari, in onore di San Bernardo Tolomei e nel gioioso ricordo della sua recente canonizzazione. Il caro confratello Padre Alfonso Serafini ci informa altresì che parteciperanno a tale solenne liturgia il Prefetto di Brescia e il Presidente della Provincia bresciana oltre al Sindaco di Rodengo e ad altre personalità civili, culturali e religiose. Intento primario della giornata sarà manifestare al Signore la gratitudine dell'intera Comunità olivetana di Rodengo per la grazia dell'avvenuta canonizzazione.

Il cimitero della Misericordia di Siena e San Bernardo Tolomei


Il cimitero monumentale della Misericordia di Siena, sorge, come è noto, nell'area ove a suo tempo fu edificato il secondo monastero della nostra Congregazione, il cenobio di San Benedetto a Siena. Sappiamo che per assistere i fratelli di quella Comunità e certamente tutti coloro che avrebbe incontrato lungo la strada e le vie di Siena il nostro Santo Padre Bernardo lasciò l'Archicenobio di Monte Oliveto durante l'imperversare della grande epidemia di peste del 1348.
Là a Siena egli trovò la morte e forse in un'area non lontano dallo stesso monastero, certamente in una fossa comune per le evidenti ragioni igieniche, San Bernardo Tolomei fu sepolto. Tali vincoli storici e architettonici sono resi evidenti dalla sussistenza in alcuni ambienti semisotterranei della necropoli senese di notevoli residui architettonici, grandi corridoi caratterizzati da altissime volte, che pertengono senz'altro all'antica fabbrica del nostro monastero. Tali ragioni, ma più ancora i notevoli legami spirituali e devozionali hanno convinto la Magistratura della Misercordia di Siena a intitolare il piazzale antistante la Chiesa del Camposanto a San Bernardo Tolomei e ad inoltrare all'Arcivescovo Metropolita di Siena la richiesta di dedicare la stessa Chiesa del Cimitero al nostro amato Fondatore.

giovedì 27 agosto 2009

Una nuova statua di San Bernardo Tolomei in Corea


I nostri dilettissimi fratelli del Monastero della Corea, intitolato a San Bernardo Tolomei, ci riferiscono con grande gioia da noi tutti condivisa, che il primo festeggiamento in onore del nostro Santo Fondatore è culminato, lo scorso 19 agosto, con la benedizione da parte del Vescovo di Masan di una nuova statua di San Bernardo.

lunedì 10 agosto 2009

Giuliano Ghelli, l'artista del Palio per San Bernardo Tolomei



Nel drappellone dipinto da Giuliano Ghelli “l'ineffabile linguaggio colorato” - così lo definisce lo stesso Carlo Pedretti - dà vita ad una rappresentazione dove la parola, nonostante gli sforzi, non riuscirà mai, in maniera esauriente, a spiegare quello che l'artista ha creato. Ritorna l'eterna diatriba fra il messaggio iconografico e il messaggio scritto. Su quanto la parola cerchi, inesorabilmente e senza fortuna, di tradurre quello che l'occhio vede, carpisce, scova e interpreta attraverso i sensi stimolati dall'immagine.Nella seta, ricoperta dal colore pieno, dominano il celeste acqua e il giallo ocra. Sui lati i barberi con i colori delle dieci Contrade. La continuità della Carriera attraverso il gioco dei bimbi che, durante tutto l'anno, dilata le date prettamente paliesche. Per questo la riconoscibilità, nel dipinto, di una porta metaforica aperta alla e sulla vitalità contradaiola e la partecipazione senese. Al centro, su uno sfondo rosso, cinque cavalli e, in alto, una Madonna bambina che sorregge la Balzana (lo stemma di Siena) e, dall'altra parte, il simbolo che richiama la dedica al Santo senese Bernardo Tolomei.La libertà creativa di Ghelli quasi implode dalla trama di stoffa, riconoscibilissima per la magia che il colore, racchiuso dentro il tratto, riesce a scatenare con la trasposizione concettuale del pensiero, abilmente materializzato da una mano sapiente.“Ogni aspetto o situazione può essere contaminato - ha dichiarato l'artista - così come dipingere un'emozione quale è il Palio, al quale mi sono avvicinato pur sapendo che è una Festa solo dei senesi”.Nella sua opera la Festa ritorna, d'impatto, alla sua dimensione più pura: il gioco.I cavalli non sono montati dai fantini, ma infilati in aste bianco/nere (un richiamo alla senesità) come quelli delle giostre, così come il bestiario contradaiolo viene proposto nella sua dimensione ludica unica al mondo. Intorno, disseminati qua e là, i fregi che ritroviamo nella produzione di Giuliano Ghelli: pennellate di colore come pezzetti d'anima impreziosiscono, con cromatismi solari, il drappo dal quale, a forza, emerge il senso della corsa.Il drappellone, infatti, contiene tutti gli elementi che gli sono richiesti, l'originalità sta nel fatto che Ghelli ha fatto emergere, dalla sua tavolozza fisica e mentale, solo la peculiarità e il fine del Palio: la gioia nel divertimento, la felicità della vita. Il gioco, appunto. La parte drammatica, quella relativa a chi perde, è dentro la componente umana della quale, giustamente, non c'è traccia, anche perché ognuno la vive in maniera strettamente individuale ed unica.Una visione in bilico tra l'onirico e il tangibile, tra il fantastico e il reale, carica di significazione con marche di ricordi che accomunano tutti noi.Giuliano Ghelli, artista fiorentino conosciuto ed apprezzato a livello internazionale, è riuscito ancora una volta a connotare di originalità un percorso professionale che ha attinto, e lo si vede, dal New Dada e dalla Pop Art, ma aggiungendo, rimanipolando, personalizzando e universalizzando, attraverso la propria esperienza e cultura, le sensazioni che solo in pochi riescono a concretizzare per generare un prodotto artistico.

di Roberta Ferri


Giuliano Ghelli

Nato a Firenze nel 1944 vive a San Casciano Val di Pesa, nel Chianti Fiorentino. Ha esordito a Milano nel 1963. Nel '75 è “Segnalato Bolaffi” .Dopo la sua prima personale all'estero, Parigi 1974, ha esposto negli U.S.A., Australia, Germania, Belgio, Grecia, Spagna, Portogallo, Giappone, Russia. Nel 1992 è al Castello Sforzesco di Milano, “In Viaggio Con Leonardo”, personale curata da Carlo Perdetti.Nel 1995 realizza, su commissione della Mercedes Benz Italia, un ciclo di venti grandi dipinti per la nuova direzione di Roma. Nel 1995 e '96 dipinge il “Premio Maestri del Cinema” di Fiesole, assegnato a Robert Altman, Mario Monicelli e Alberto Sordi. Nel 2000 personale a Sydney in occasione dei Giochi Olimpici. Nel 2001 ha tenuto presso il Museo Pecci di Prato la personale dal titolo“La Parola Colorata”Dal 2002 i suoi busti dipinti diventano il “Premio Milano per la Moda”.È stato prescelto dalla Toyota per il calendario ufficiale 2003 in 1.500.000 copie in Giappone. Dal 2002 inizia il percorso con il suo “Esercito di Terracotta” dell'Impruneta, a Villa Demidoff e al Convitto della Calza a Firenze, Palazzo Pretorio di Certaldo, Museo Archeologico di Massa marittima, Teatro Romano di Fiesole, Castello dei Conti Guidi a Poppi, Vecchie Carceri di Radda in Chianti e, nel 2008, a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, nell'ambito del Genio Fiorentino, e al Palazzo dell'Abbondanza di Massa Marittima. Nel febbraio 2008 ha presentato una personale all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, in contemporanea con il lancio della nuova Fiat 500 per il Giappone realizzando un esemplare unico della vettura con un suo intervento pittorico. Realizza l'immagine per il festival internazionale 7 Sois 7 Luas nell'ambito del quale ha tenuto nel 2008 personali a Oeiras e Castro Verde in Portogallo, Cartaya e Castril in Spagna e Tetuan in Marocco. Nell'agosto personale al Palazzo dell'Abbondanza di Massa Marittima e alle Vecchie Prigioni del Palazzo del Podestà di Radda in Chianti. A Settembre al Centro Espositivo Comunale “ La Filanda” di Loro Ciuffenna. Nel Marzo 2009, Firenze-Sala d'Arme di Palazzo Vecchio. A Maggio, Modena-Galleria Modenarte e Gipsoteca dell'Istituto d'Arte Venturi. In Novembre, Padova-Scuderie di Palazzo Moroni . E' presente su “L'arte del '900” di Lara Vinca Masini Edizioni Giunti - L'Espresso. Nel dicembre 2007 è stata costituita la “FONDAZIONE GIULIANO GHELLI” a Poppi (Arezzo) dove è allestita una sua mostra permanente. www.giulianoghelli.it www.fondazionegiulianoghelli.org
Testi e immagine dal sito del Comune di Siena: http://www.comune.siena.it/news

Palio di Agosto, la presentazione e le immagini del Drappellone di Giuliano Ghelli




In un Cortile del Podestà gremito da contradaioli di tutte le generazioni, è stato accolto con un applauso il Drappellone di Giuliano Ghelli. Un Palio sicuramente molto diverso da quello di luglio, quando in molti avevano fatto notare il poco utilizzo dei colori da parte di Eugenia Vanni.

Ghelli ha utilizzato invece molto colore, il rosso intenso che va a disegnare una T su tutta la parte centrale, il verde acquamarina ai lati, il giallo dei cavalli del Merry go round, la giostra amata da tutti i bambini, la giostra che fa sognare, così come fa sognare la giostra del Palio. Ai lati i dieci barberi delle contrade che saranno in Piazza il 16 agosto. In alto, la Madonna, che in una mano sorregge il simbolo della balzana mentre con l'altra sostiene una nuvola con la scritta Santo Bernardo Tolomei, a cui è dedicato, oltre ovviamente che alla Madonna Assunta, questo Palio del 16 agosto.

Dunque "l’ineffabile linguaggio colorato", come lo ha definito lo stesso Carlo Pedretti durante la presentazione, “dà vita ad una rappresentazione dove la parola, nonostante gli sforzi, non riuscirà mai, in maniera esauriente, a spiegare quello che l’artista ha creato”. "Ritorna l’eterna diatriba fra il messaggio iconografico e il messaggio scritto. Su quanto la parola cerchi, inesorabilmente e senza fortuna, di tradurre quello che l’occhio vede, carpisce, scova e interpreta attraverso i sensi stimolati dall’immagine " - si legge nella nota del Comune.

Un Drappellone che, secondo alcuni intervistati a fine presentazione, crea allegria per i colori, ma anche per l'iconografia della giostra, la semplicità di alcuni particolari disegnati come da una mano di un bimbo. Il gioco, appunto. La parte drammatica, quella relativa a chi perde, è dentro la componente umana della quale, giustamente, non c’è traccia, anche perché ognuno la vive in maniera strettamente individuale ed unica. Una visione in bilico tra l’onirico e il tangibile, tra il fantastico e il reale, carica di significazione con marche di ricordi che accomunano tutti noi.

Non tutti i contradaioli intervistati sono però rimasti impressionati favorevolmente dal Drappellone dell'artista fiorentino. Una semplicità che forse non tutti hanno avuto modo di capire. Molti lamentano appunto questa semplicità. E' sicuramente un Drappellone che, come ormai accade da alcuni anni, non segue molto la tradizione, ma che decisamente guarda avanti al futuro in maniera molto intensa. Tutto ciò era aspettabile da chi, come Ghelli, vive intensamente i suoi lavori inseriti nel grande mondo della Pop Art internazionale. Secondo altri si è passati da un estremo ad un altro tra luglio ed agosto nell'utilizzo dei colori. Altri, vogliono rivederlo meglio perché hanno capito che è un'opera che a prima vista può non colpire positivamente ma che con il tempo può piacere molto.

Comunque resta sempre il fatto che quando poi un Palio è vinto ed è nel proprio museo è sempre bello. Adesso inizia il gioco della cabala. Da stasera si inizieranno a cercare i segni e simboli che magari legano l'opera ad una particolare Contrada. Impossibile non notare la grande T rossa, andando indietro nel tempo l'ultimo Drappellone con una T centrale è stato quello del Palio straordinario del 2000 vinto dalla Selva, che però ad agosto non corre. La T può ricordare la Torre, Trecciolino, il tredici, bisognerà vedere quale cavallo avrà il n.13 di coscia, per esempio. Visibile anche la grande spirale disegnata in fondo, quella che rappresenta la giostra, oltre ad altre 4 piccole spirali disegnate in alcuni punti dell'opera. la spirale può ricordare sicuramente la Chiocciola, noi possiamo solo rivedere i Palii del passato e notare che ancora una volta l'ultimo Drappellone con le spirali era quello disegnato da Del Casino nel luglio del 2003 ancora una volta vinto dalla Selva, che come detto non partecipa a questa Carriera. Altri riusciranno invece ad avvicinare alla propria Contrada le frecce colorate, le nuvole, i colori.

Il Drappellone come sempre, ma questo in particolare è ricco di simbologie ognuno come sempre leggerà la sua.

Testo di Elena Casi
Le immagini sono di Giuseppe Pisastru.
(dal sito http://www.sienafree.it)
La prima fotografia ritrae, fra gli altri, il nostro Padre Abate Generale durante la presentazione del "drappellone" svoltasi il 10 agosto 2009 nel palazzo del Comune di Siena.

Il Palio dell'Assunta dedicato a San Bernardo Tolomei: il "drappellone" di Luciano Ghelli ha l'emblema olivetano


Siena è Siena e il Palio è il Palio. Per i non senesi è arduo comprendere quanto questo evento assorba letteralmente tutto ciò che ha a che fare con la vita e la storia della città di Santa Caterina. Non meraviglia dunque scoprire come un evento di piazza, una corsa di cavalli, la secolare sfida di non poche contrade arrivi a lambire anche la sfera "ecclesiale" della quotidianità senese. Ecco dunque che dalla monumentale Piazza San Pietro in Vaticano, con la mirabile e austera liturgia presieduta dal Santo Padre e, ancora, dalla quiete delle colline di argilla e cipressi di Monte Oliveto quell'evento eccezionale che è stato la canonizzazione del nostro San Bernardo rimbalzi di un colpo -non si sa come!- nell'oggetto che il simbolo per eccellenza del Palio stesso: il "drappellone", ovvero quel "cencio", il "pallium", che si dà in premio alla contrada che ha vinto il palio. Quest'anno è toccato ad un noto artista fiorentino, Luciano Ghelli, dipingerlo e l'artista non ha mancato di richiamare nella sua pittura il dedicatario per questo 2009 della celebre corsa senese. L'immagine qui scelta mostra un dettaglio dell'intero "drappellone", un dettaglio che ci riguarda profondamente, facile individuare quel dettaglio e la ragione della nostra emozione. Qui di seguito riportiamo un vivace commento relativo alla notizia della presentazione del dipinto avvenuta a Siena, in Comune, il giorno 10 agosto. Il testo è ricavato dal sito http://blog.intoscana.it
Il Palio di Siena è l’emozione della vita per ogni senese. Difficile comprenderlo al di fuori della città, anche se ormai il Palio è patrimonio universale non fosse che per la conoscenza mediatica. Raramente, però, da senese, ho percepito così tanta emozione nel misurarsi con il Palio, come con Giuliano Ghelli, l’artista fiorentino al quale è stata affidata la realizzazione del drappellone del 16 agosto. Emozione e rispetto, ma anche profonda gioia nel realizzare un’opera che Ghelli sognava da tanti anni: “Fare il Palio era il mio sogno”, mi ha detto quando sono andato a trovarlo nella sua splendida casa nelle campagne di San Casciano, dove ha dipinto il drappellone. Una visita fatta per realizzare una videointervista per intoscana.it (il video allegato in questo post), ma all’indomani della consegna del “Cencio”, tanto per non cadere in tentazione…
Si capisce subito l’empatia naturale tra Ghelli e la festa senese, a cominciare dal cavallo. Ce ne sono, di barberi, in tanti quadri che affollano lo studio, nel delizioso “Piccolo acrilico fertile”, pieno di azzurro splendente, per esempio, o in “Viaggi del tempo immobile” in omaggio al libro di Roberto Vecchioni. E il cavallo non potrà non esserci nel drappellone di un pittore fiorentino che vive nel Chianti, ma che ha imparato ad amare Siena e a guardare con ammirazione all’emozione dei senesi per la propria Contrada.
Altri artisti fiorentini hanno dipinto il Palio di Siena: Luca Alinari, Sandro Chia, Luciano Schifano, Antonio Bueno e quel Marco Borgianni, che insieme a Ghelli (e con Sauro Amegli, Marco Cipolli e Alfio Rapisardi ) esporrà a Siena dal 5 agosto alla Galleria Piaggia della Morte, a due passi da Piazza del Campo. Ma il legame di Ghelli con la città del Palio appare agevolato da alcune circostanze: la famiglia senese della compagna, in primo luogo. Le memorie della casa in via del Casato dove Sandra Stanghellini, battezzata nella Tartuca, trascorreva tanti giorni delle sue estati dell’infanzia, il nonno Metello – “l’uomo più bello che abbia mai visto “ scrive lei in una sue poesia – appaiono il trait d’union naturale tra Siena e Giuliano Ghelli. Ma il legame è già nella stessa poetica pittorica dell’artista, così connaturata al sogno. E non c’è nulla di più simbolico del drappellone, per i sogni dei senesi: “I quadri di Ghelli sono ritornelli, quadri limpidi come stornelli”, ha scritto Vincenzo Mollica. E i sogni dei senesi nei giorni di Palio, le ansie delle ore della vigilia, sono tutte punteggiate da stornelli, pieni di fierezza, ma anche di malinconia e di speranza di vittoria. Colorata di mille tinte. Come un quadro di Giuliano Ghelli. Come un sogno.